La nota dolente dei talent show

Biagio Antonacci

Molti artisti sostengono che gli spettacoli dedicati al reclutamento dei nuovi talenti, quali “X-Factor“, non fanno altro che creare illusioni. Si tratta di opinioni largamente condivise che coinvolgono artisti del calibro di Sting, Biagio Antonacci e Mariah Carey.

Secondo Antonacci, i talent show risulterebbero essere poco utili al progresso della musica:

Sono contenitori interessanti. Ma sono d’accordo con Sting quando dice che creano un mondo di illusioni. Chi viene eliminato si porta dentro la sensazione di essere un artista mancato. E questo ha effetti molto negativi. Altro lato oscuro è la mancanza di autori e canzoni inedite. Senza gli artigiani della musica e le novità non c’è progresso.

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Djivas della Pfm: “I talent show sono lotterie”

Pfm e i talent

Patrick Djivas, lo storico bassista della Premiata Forneria Marconi, ha spiegato al pubblico la propria opinione sui talent show.

Per chi non la conoscesse, la Pfm è un gruppo musicale italiano che ha ottenuto grande popolarità negli anni ‘70, sia a livello nazionale che mondiale.

Secondo il bassista, entrato nel gruppo della Pfm nel 1973, i talent sarebbero una vera e propria lotteria e non uno strumento adeguato per diventare bravi cantanti o musicisti:

Di quelli che entrano nei talent show su cento uno ce la fa e 99 tornano a casa, ma anche chi ce la fa, non diventa un musicista. Al massimo diventa famoso.

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I talent show sono scuole di perfidia?

Amici - la puntata finale

Sull’Osservatore Romano è stato pubblicato un articolo che bolla i talent show come “scuole di perfidia”.

L’articolo, scritto da Marcello Filotei e Giuseppe Fiorentino, parte dalla trovata pubblicitaria per presentare l’ultimo album di Alessandra Amoroso. Secondo l’Osservatore troppo “fumo” dovuto al talent e poca “sostanza” da grande artista (il giornale definisce come “acerbe doti” le qualità dei cantanti).

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