Jekyll: il compendio del politicamente scorretto

Il logo di Jekyll

Un po’ pretenzioso partire con un nuovo programma che si prefigge di entrare nei nostri pensieri per plasmarli. Eppure, è in questo modo che si è presentato Jekyll, il nuovo approfondimento di Italia 1, di cui vi abbiamo informato ieri, ricalcato sulle strutture narrative già ampiamente utilizzate da quel canale con Studio Aperto e Lucignolo.

La cosa che colpisce più allo stomaco è che Jekyll si presenta come bastian contrario per definizione, decostruendo tutto ciò che il politicamente corretto impedirebbe perfino di pensare: a partire da Vladimir Luxuria che compostamente dialoga con Simona Ventura a “Quelli che”, su quella stessa lingua di gommapiuma che aveva visto nei mesi scorsi apparire la piemontese giornalista sportiva un po’ in disordine. Luxuria interagiva anche con un imitatore di Lapo Elkann, facendo esclamare alla voce narrante di Jekyll:

Si tratta di un gioco di maschere. Lui (Luxuria, ndr), mascherato da donna, si confronta con il comico mascherato da Lapo Elkann.

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“Jekyll” ci mostra l’altra faccia della TV

Jekyll

Chi volesse avere un punto di vista diverso e distaccato su quanto accade sul piccolo schermo troverà pane per i suoi denti con “Jekyll“, a partire da oggi su Italia 1, dal lunedì al venerdì alle 11.45. Nei panni del dottor Jekyll ci sarà Gianluca Nicoletti, noto speaker di Radio 24, editorialista de “La Stampa” e opinionista per Matrix.

Ogni mattina il giornalista, dagli studi Mediaset romani, si coordinerà con la redazione di Studio Aperto a Milano nella scelta di spezzoni di TV andati in onda il giorno prima, per commentarli poi in diretta. Nicoletti, però, annuncia che con la sua lingua tagliente non sarà affatto politically-correct, convinto che le radici del male stiano proprio nel piccolo schermo.

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