Carlo Freccero predice la morte della tv

carlo-frecceroCarlo Freccero, uno dei più noti esperti di comunicazione in Italia, predice la “morte” della tv. In una intervista concessa a La Repubblica, infatti, Freccero anticipa che “in un futuro non troppo lontano succederà che qualcuno chiederà: “Cos’è la tv?”, perché ognuno fa riferimento ai propri media, la televisione ha un pubblico che sta invecchiando con lei. I giovani la scoprono perché è arrivata sull’iPad: rappresenta un nuovo contenuto fruibile insieme alla musica e ai filmati”.

Sul perché i giovani preferiscano sempre di più smartphone e computer alla tv, Freccero non ha dubbi e ricorda come i device più tecnologici siano oggi utilizzabili ovunque, anche durante spostamenti (sempre più frequenti). Il tutto, in un’ottica di piena personalizzazione, e di abbandono di qualsiasi palinsesto rigido.

“Quando ho dovuto cimentarmi per la prima volta nella costruzione di un palinsesto ho capito che si trattava di un grande orologio: il mio modello era Paley, mitico fondatore della Cbs” – ricorda ancora Freccero nella sua intervista a La Repubblica – “Il palinsesto della sua rete scandiva la giornata, in qualunque momento potevi sapere l’ora controllando la programmazione. La tv generalista è stata un grande orologio sociale di un’epoca in cui le giornate erano organizzate per fasce regolari. Oggi la destrutturazione degli orari di lavoro, la precarietà, i turni, ci restituiscono una giornata frantumata in cui si mangia si lavora si dorme a qualsiasi ora”.

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