Le parole di Calabrò: La Rai dovrebbe restare anche su SKY

Corrado Calabrò

Corrado Calabrò, attuale presidente dell’Agcom, ha proposto una soluzione al percorso che porterà, senza mezze misure, la Rai fuori dal pacchetto SKY.

Due erano le strade prese in considerazione fino ad ora. La prima prevedeva che il segnale Rai fosse criptato su SKY solo per alcuni programmi, mentre la seconda opzione promuoveva il completo oscuramento della TV di Stato sulla piattaforma satellitare di Murdoch.

Le parole di Calabrò, formulate a margine dell’audizione di fronte alla Vigilanza Rai, sono state raccolte dai giornalisti presenti come una sorta di attacco alle attuali scelte della Rai. Ma, in realtà, risuonano come una possibile soluzione:

La Rai dovrà stare su tutte le piattaforme tecnologiche, quindi anche sul satellite, per raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Se SKY in una zona è indispensabile, la Rai deve starci nel periodo transitorio del passaggio al digitale, limitandosi a criptare proprio il minimo delle sue trasmissioni. L’Authority accerterà se la Rai, togliendo alcuni canali da SKY, abbia o meno oscurato zone e utenti. Il procedimento è ancora in fase istruttoria, poi ci sarà una valutazione degli organi collegiali. Vedremo che copertura sarà stata assicurata da TivùSat. In buona sostanza, qualora la Rai decidesse di oscurare Rai1, Rai2 e Rai3 su SKY prima del 2012, l’Agcom valuterà “la copertura altrimenti assicurata sul satellite” del servizio pubblico.

Nonostante le intenzioni, per ora gli utenti SKY non avranno problemi di copertura, ma dovranno inevitabilmente rassegnarsi nel caso in cui non venisse approvato l’utilizzo del Digital Key. In questo caso, i canali Rai saranno visibili senza limitazioni acquisendo un decoder del digitale terrestre o di TivùSat.

Commenti

  1. [1]

    pare che molti non abbiano ancora capito che il satellite non è Sky. Quando si dice che la Rai, come TV di stato, deve stare su tutte le piattaforme, si intende dire che la Rai deve stare anche sul satellite e questo non significa che la Rai debba stare su Sky, significa solo che deve diffondere le sue trasmissioni anche tramite il satellite, cosa che fa regolarmente con TivùSat nella stessa identica maniera in cui la faceva e lo fa (tranne quando cripta) su Sky. Anzi adesso i cittadini che pagano il canone e non sono coperti dal DTT o dall’analogico non sono più costretti ad abbonarsi a Sky per vedere i canali cui hanno diritto (quelli Rai), basterà loro prendere decoder e smartcard pagandoli una sola volta e stop.

    Parlare inoltre di copertura per TivùSat non ha senso secondo me dato che Tivùsat è un semplice nome commerciale (una piattaforma commerciale, per essere precisi) e non è una piattaforma tecnologica, infatti, ancora una volta, la piattaforma tecnologica è il satellite e visto che il satellite usato da Tivùsat è lo stesso di Sky (flotta Hotbird) la copertura sarà la medesima e quindi comprenderà buona parte dell’europa meridionale e centrale. Cosa intendono, quando dicono che devono “verificare la copertura di TivùSat”, non l’ho capito.

  2. [2]

    E’ come dici, ma la battaglia di Calabrò consiste nel consentire la maggiore diffusione possibile alle reti Rai. E di conseguenza di portare i canali Rai anche su Sky.

  3. [3]

    Ecco, ben detto! Se l’intenzione è veramente questa io sono d’accordissimo dato che sono sempre dell’idea che la TV pubblica debba essere fruibile in tutti i modi possibili e con tutti i mezzi a diposizione.

    Quello che mi lascia perplesso sono le parole del presidente Calabrò quando parla di copertura, perché, per esempio, citando le parole da te riportate egli dice: “L’Authority accerterà se la Rai, togliendo alcuni canali da SKY, abbia o meno oscurato zone e utenti”.

    Ebbene, capisco che togliendo i canali da Sky (i canali Raisat e alcuni programmi dei tre generalisti) li abbia oscurati agli abbonati Sky, ma non ha affatto oscurato alcuna “zona” in quanto il satellite usato da Sky e da TivùSat è lo stesso, non esistono zone in cui arriva Sky ma non Tivùsat, se si riceve la prima si riceverà la seconda e così il contrario. Non stiamo parlando di televisione terrestre per cui ogni ripetitore ha una copertura più o meno diversa dagli altri, stiamo parlando di semplice passaggio da un’offerta commerciale (Sky) ad un’altra offerta commerciale (TivùSat), non capisco che cosa intende dire quando parla di “valutare la copertura di TivùSat”.

    Altro punto: “Se SKY in una zona è indispensabile, la Rai deve starci nel periodo transitorio del passaggio al digitale, limitandosi a criptare proprio il minimo delle sue trasmissioni.” In una zona non coperta via DTT o analogico può essere indispensabile l’utilizzo del satelite, non di Sky, perché Sky non è il satellite, Sky è un’azienda che trasmette tramite il satellite! Quindi dire che Sky può essere indispensabile è un’affermazione errata, in quanto il servizio potrebbe essere fruito tranquillamente tramite TivàSat.

    Solo questo volevo sottolineare, non critico le dichiarazioni né metto in dubbio le sue intenzioni che mirano chiaramente ad agevolare gli utenti, semplicemente non le trovo corrette e ho spiegato perché.

  4. [4]

    Mi auguro di tutto cuore che i nostri utenti leggano i commenti che hai fatto. Da parte mia, dopo aver letto i tuoi dubbi sulle dichiarazioni di Calabrò, ho una consapevolezza differente sull’argomento.

    E la penso come te, offrire e tutti la possibilità di poter vedere i canali Rai è giusto. Disinformare no.
    Ti saluto cordialmente.

  5. [5]

    Figurati Gianni, è sempre un piacere confrontarmi su questi temi per me che sono appassionato di TV digitale.

    Ricambio il saluto ovviamente.

  6. [6]

    Concordo con Giuseppe, ma non è la prima volta che Calabrò fa confusione tra Sky e TivùSat. Per quanto riguarda quest’ultima, è si un’alternativa fattibile all’assenza del segnale terrestre ma, attualmente, è quasi inutile: i decoder in commercio sono davvero pochi e le smartcard introvabili. Spero che la situazione si sblocchi quando verranno introdotti sul mercato gli appositi moduli CAM.

  7. [7]

    Eh sì, l’arrivo delle CAM dovrebbe favorire la sua diffusione e inoltre tempo fa si parlava anche dell’introduzione di apposite TV con ricevitore sat integrato e compatibilità per le smartcard di TivùSat, poi non ne ho sentito più nulla, ma forse questo farebbe fare il vero salto di qualità a quest’offerta.

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